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jazzit, september 2017

«C’era una complicità silenziosa tra questi due ragazzi, qualcosa che non necessitava di essere espressa attraverso le parole, ma che traspariva dai loro sguardi diretti e chiari. Ho provato ad immaginare la loro musica mentre la luce si muoveva loro intorno. E ho pensato che qualsiasi cosa immaginassi, la verità mi avrebbe sorpreso. Dietro quegli sguardi, quei silenzi, una musica sorprendente.»
– Paolo Soriani
 
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Jazzit fest

«Ilaria Capalbo e Stefano Falcone hanno un lungo percorso compiuto insieme alle loro spalle: un itinerario musicale fatto di ascolti, preparazione, formazione stilistica, affinamento di gusti. L’uscita di questo primo lavoro discografico, Invisible Atlas, è il frutto del bisogno di mettere un punto, scattare finalmente la foto di un viaggio cominciato da tempo.
E’ un album – concetto, articolato su otto tracce, con un prologo ed un epilogo: una sorta di cammino, una mappa affascinante costruita su suggestioni molteplici. La formazione di Stefano Falcone e Ilaria Capalbo è classica, il loro amore per il Jazz è acclarato, così come quello per la musica barocca. La loro personalità come musicisti è netta, vivida. Impossibile imbrigliare la loro cifra espressiva in un genere rigido.
Di certo il loro stile è deciso, per la scelta di un suono cameristico, per la forte attitudine all’improvvisazione radicale anche in solo, partendo da sezioni scritte per pianoforte e contrabbasso in duo. Ma anche per la precisa la volontà di realizzarlo in questa formazione, a partire dalla fase compositiva. E per la cura attenta della timbrica e della coloristica: il suono complessivo dei due strumenti è come fosse a sua volta un terzo strumento.
Invisible Atlas è un punto di arrivo, denso a tal punto di sostanza che non può che rappresentare anche il prossimo, promettente, punto di partenza.»
– Daniela Floris