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Press release

 

 
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pianosolo, may 2018

«Il suono di “Invisible Atlas” è compatto, omogeneo e lega le otto tracce, ciascuna differente dall’altra, come un saldo filo che fa pensare ad una voce narrante alle prese ogni volta con una storia diversa.
Un ottimo esordio discografico per questi due giovani artisti che con essenzialità di architetture cesellano circa trentuno minuti di pura bellezza.»
– Paola Parri

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jazzconvention, april 2018

«Invisible Atlas è una delicata suite per contrabbasso e pianoforte che attraversa territori musicali diversi. L'approccio jazzistico e il filo espressivo dell'improvvisazione permettono ad Ilaria Capalbo e Stefano Falcone, rispettivamente contrabbassista e pianista, di percorrere territori classici e folklorici, la tradizione partenopea e la sfida della composizione.»
– Adam D'Amato 
 
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jazzit, december 2017

«L’essenzialità contraddistingue tutto il lavoro, in primis a partire dalla formazione. Ci piaceva l’idea di esprimere un concetto differente in ciascuno dei brani. Questa molteplicità ci ha spinto a ricercare un suono d’insieme che potesse essere il filo conduttore di tutto il percorso.»
– Eugenio Mirti
 
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MENTINFUGA, DECEMBER 2017

«Meritano di essere annoverati tra i nuovi talenti più interessanti della scena jazz italiana. Ci sarà la giusta distanza? Questo non lo so, ma mi piace pensare che un giudizio qualitativo, quando si tratta di musica, non prescinda mai del tutto dal coinvolgimento emotivo da parte di chi la recepisce.
Invisible Atlas è un punto di arrivo, denso a tal punto di sostanza che non può che rappresentare per i due musicisti anche il prossimo, promettente, punto di partenza.
Ascoltate, dunque, e giudicate voi stessi.»

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jazzit, september 2017

«C’era una complicità silenziosa tra questi due ragazzi, qualcosa che non necessitava di essere espressa attraverso le parole, ma che traspariva dai loro sguardi diretti e chiari. Ho provato ad immaginare la loro musica mentre la luce si muoveva loro intorno. E ho pensato che qualsiasi cosa immaginassi, la verità mi avrebbe sorpreso. Dietro quegli sguardi, quei silenzi, una musica sorprendente.»
– Paolo Soriani
 
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Jazzit fest

«Ilaria Capalbo e Stefano Falcone hanno un lungo percorso compiuto insieme alle loro spalle: un itinerario musicale fatto di ascolti, preparazione, formazione stilistica, affinamento di gusti. L’uscita di questo primo lavoro discografico, Invisible Atlas, è il frutto del bisogno di mettere un punto, scattare finalmente la foto di un viaggio cominciato da tempo.
E’ un album – concetto, articolato su otto tracce, con un prologo ed un epilogo: una sorta di cammino, una mappa affascinante costruita su suggestioni molteplici. La formazione di Stefano Falcone e Ilaria Capalbo è classica, il loro amore per il Jazz è acclarato, così come quello per la musica barocca. La loro personalità come musicisti è netta, vivida. Impossibile imbrigliare la loro cifra espressiva in un genere rigido.
Di certo il loro stile è deciso, per la scelta di un suono cameristico, per la forte attitudine all’improvvisazione radicale anche in solo, partendo da sezioni scritte per pianoforte e contrabbasso in duo. Ma anche per la precisa la volontà di realizzarlo in questa formazione, a partire dalla fase compositiva. E per la cura attenta della timbrica e della coloristica: il suono complessivo dei due strumenti è come fosse a sua volta un terzo strumento.
Invisible Atlas è un punto di arrivo, denso a tal punto di sostanza che non può che rappresentare anche il prossimo, promettente, punto di partenza.»
– Daniela Floris